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© WST telescope

L'UNIONE EUROPEA FINANZIA LO STUDIO CONCETTUALE

 

DEL TELESCOPIO SPETTROSCOPICO A CAMPO AMPIO

25 novembre 2024 – Lo scorso 4 novembre è stato firmato un contratto per finanziare lo studio concettuale di un nuovo telescopio, il Wide Field Spectroscopic Telescope (WST), che potrebbe diventare operativo in Cile dopo il 2040. Il consorzio che guida il progetto WST riceverà tre milioni di euro per finanziare uno studio concettuale dettagliato nei prossimi tre anni, dal 2025 al 2027. L’innovativo progetto WST mira a costruire un telescopio interamente dedicato ai survey spettroscopici a grande campo nella banda ottica, coprendo tutti i tipi di oggetti celesti—dalle galassie lontane agli asteroidi e alle comete all’interno del nostro Sistema Solare. Il progetto è stato selezionato nell’ambito del Programma Quadro Horizon Europe dell’Unione Europea attraverso una call competitiva per infrastrutture di ricerca.

 

Il consorzio internazionale che ha ricevuto il finanziamento mira a proporre il WST come la prossima grande infrastruttura osservativa dell’European Southern Observatory (ESO), dopo il completamento dell’Extremely Large Telescope (ELT), attualmente in costruzione sulle Ande cilene. Questo consorzio include 19 istituti di ricerca in Europa e Australia, con un team scientifico di oltre seicento membri provenienti da 32 paesi distribuiti in tutti e cinque i continenti.

 

Il progetto è guidato da Roland Bacon del Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS, Francia) e Sofia Randich dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF, Italia), con il supporto dell’ufficio di progetto e di un Comitato Direttivo con membri degli istituti coinvolti. Il WST promette di soddisfare un’esigenza critica identificata dalla comunità scientifica internazionale: un telescopio con uno specchio primario di classe 10 metri dedicato esclusivamente alle osservazioni spettroscopiche delle sorgenti celesti. La domanda per una tale infrastruttura osservativa è esplicitamente indicata in numerosi piani scientifici strategici internazionali che delineano le priorità critiche per la ricerca astrofisica nel prossimo decennio, inclusa la European Astronet Roadmap 2023.

 

Nonostante la costruzione in corso di telescopi terrestri con specchi da 30-40 metri, non esistono strutture esistenti o pianificate con le caratteristiche uniche del WST: ovvero, uno specchio primario di 12 metri di diametro, operazioni simultanee di uno spettrografo multi-oggetto (MOS) in grado di osservare su un ampio campo visivo (tre gradi quadrati, circa l’area di 12 lune piene) con elevate capacità di “multiplex” (20.000 fibre), insieme a uno spettrografo panoramico a campo integrale (IFS), che copre una superficie apparente di cielo di 9 minuti d’arco quadrati.

 

“Queste specifiche sono altamente ambiziose e posizionano il progetto WST al di sopra delle infrastrutture osservative terrestri esistenti e pianificate. In soli cinque anni, il MOS acquisirebbe spettri da 250 milioni di galassie e 25 milioni di stelle a bassa risoluzione spettrale, oltre a più di 2 milioni di stelle ad alta risoluzione, mentre l’IFS fornirebbe 4 miliardi di spettri, consentendo ai ricercatori di caratterizzare completamente queste sorgenti. Per mettere queste cifre in prospettiva, ci vorrebbero 43 anni per ottenere gli stessi 4 miliardi di spettri utilizzando l’IFS disponibile sul telescopio VLT dell’ESO o 375 anni utilizzando il prossimo strumento 4MOST per osservare 250 milioni di galassie alla stessa profondità”, afferma Roland Bacon.

 

Sofia Randich spiega: “Il Wide Field Spectroscopic Telescope produrrà una scienza all’avanguardia e trasformativa e permetterà ai ricercatori di affrontare questioni scientifiche chiave in aree come la cosmologia; la formazione, l’evoluzione e l’arricchimento chimico delle galassie (inclusa la Via Lattea); l’origine di stelle e pianeti; l’astrofisica degli eventi transitori o variabili nel tempo; e l’astrofisica multi-messaggera.”

 

Lo studio concettuale finanziato da Horizon Europe affronterà tutti gli aspetti rilevanti necessari per formare un quadro completo: la progettazione del telescopio e degli strumenti, la selezione del sito in Cile dove sarà collocato il telescopio, l’ulteriore sviluppo dei casi scientifici, la preparazione di un piano di survey, nonché un modello operativo per la struttura e piani per l’innovativa riduzione e analisi dei dati, per massimizzare il ritorno scientifico.

 

Lo studio presterà particolare attenzione alla sostenibilità ambientale. L’impatto ambientale sarà uno dei criteri che guideranno le scelte tecnologiche e i compromessi, e saranno sviluppate soluzioni per mitigare le principali fonti di emissioni di anidride carbonica. L’impatto ambientale previsto per le fasi di costruzione e operativa del WST sarà documentato in dettaglio al termine dello studio.

 

A breve, l’ESO aprirà una call for ideas per valutare i progetti più innovativi e promettenti dal punto di vista scientifico su cui investire dopo il completamento dell’ELT, la cui prima luce è prevista per il 2028. Se approvato, il WST diventerebbe la prossima grande infrastruttura dell’ESO, con il potenziale di affrontare domande astrofisiche rivoluzionarie negli anni 2040.

 

Visita il sito web del WST: https://www.wstelescope.com/

 

Queste immagini possono essere utilizzate per trattare questo argomento. Si prega di includere i crediti come segue:

 

Figura 1: Il WST affronterà molte questioni aperte in astrofisica su un’ampia gamma di scale fisiche: dalla formazione delle strutture su larga scala nell’universo primordiale, all’interazione delle galassie nella rete cosmica, alla formazione della nostra Galassia, all’evoluzione delle stelle e alla formazione dei pianeti attorno ad esse. Crediti: WST/V.Springel,Max-Planck-Institut für Astrophysik/ESO

 

Figura 2: Progetto della struttura del WST. Crediti: G.Gausachs/WST

 

Contatti WST:

 

Principal Investigator: Roland Bacon ! roland.bacon@univ-lyon1.fr

 

Ufficio Comunicazione: Rossella Spiga | rossella.spiga@inaf.it

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© Telescopio WST